di Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri
con Elisa Turco Liveri
video e immagini Salvatore Insana
suono Achhn, Osvaldo Cibils, Sebastien Bach Pires (RRR)
con il sostegno di Florian Metateatro, ACS - Abruzzo Circuito Spettacolo, Stalker Teatro, L'Estruch

 

 

 

Il lavoro, Perfetto indefinito, (prendendo spunto da una personalità artistica realmente esistita, Claude Cahun), affronta prepotentemente il tema dell'identità individuale, declinandone l'accezione dal punto di vista di genere, ma anche psichico ed esistenziale, attraverso una galleria di immagini che si accendono e si spengono come rivelazioni, visioni oniriche deformi e in disfacimento, tracce e lampi di presenza. Il  pubblico è sollecitato a un gioco intimo tra la seduzione e l'abbandono, rischioso com'è rischioso ogni incontro, il vero gioco d'azzardo.
SONIA ANTINORI | Presidente di giuria

 

 

La più viva, la più fertile delle arti è anche quella più malleabile; una vena da cui si può estrarre un segno carico di senso magmatico, sempre in divenire. Per la sua natura indefinita e inclusiva il teatro si presta a queste sperimentazioni e quella presentata da Dehors Audela a CrashTest Festival 2017, sebbene si tratti di un primo esperimento di ricerca, è convincente e controversa quanto il suo riferimento artistico: la vita e le opere di Claude Cahun, scrittrice fotografa e attrice, omosessuale ebrea vissuta nel primo Novecento. Una figura rappresentativa della crisi del secolo, vittima delle sue idiosincrasie; testimone precoce di una condizione esistenziale che Dehors Audela racconta sulla base della loro esperienza di artisti performativi degli anni Duemiladieci. Il mezzo tecnico è semplice ma d'effetto, le proiezioni curate da Salvatore Insana che si interfacciano come un corpo fisico con la presenza scenica di Elisa Turco Liveri, impegnata in coreografie e semplici evocativi movimenti. L'apparato scenografico è scarno, risaltano i colori -un vestito blu e un palloncino rosso - ma la scena è contornata da una cornice che separa palco e pubblico attraverso un telo di tulle. Tessuto delicato ma infrangibile, dà l'effetto di trovarsi di fronte ad una foto composta ad arte o ad una raffinata citazione pittorica in tragico movimento.
GIULIO BELLOTTO | Giuria

 

 

Rumori sinistri, disegno luci dai toni bassi, scenografia simbolica e uno spazio circoscritto, rendono la performance Perfetto indefinito della compagnia Dehors/Audela, un racconto familiare e al contempo alieno.

È la storia di un'artista ai più sconosciuta ma, forse, è la storia di ognuno di noi.

Claude Cahun, scrittrice, fotografa, attrice, omosessuale ed ebrea, perseguitata e aggredita, scampata alla morte più volte, appare e scompare sul palco grazie alla proiezione delle sue fotografie, agli stralci dei suoi testi e, soprattutto, all'interpretazione di Elisa Turco Liveri.

Sì è, senza dubbio, alla ricerca di una propria identità, di un proprio spazio nel mondo, si ha il bisogno di difendersi ma, inevitabilmente, anche di lasciarsi andare. Una ricerca che cita riferimenti pittorici e storici, drammaturgicamente in fieri che, sicuramente, continueremo a osservare, anche perché: "il solo incontro fondamentale si è prodotto prima della realtà".

MIRIAM LAROCCA | Giuria

 

 

Dissotterrare ossa dimenticate è quello che hanno tentato Elisa Turco Livieri e Salvatore Insana con la performance Perfetto indefinito: primo esperimento di una ricerca svolta sull'artista surrealista Claude Cahun, emblematico esempio di costruzione e perdita continua dell'identità. Su un palcoscenico quasi vuoto ma invaso di riferimenti artistici si snoda una danza al ritmo di dissonanze disturbanti che vede la protagonista confrontarsi sempre con un alter ego digitale. Tutto avviene dietro a un tulle sul quale vengono proiettate forme "aliene", citazioni e ritratti di Cahun che, senza soluzione di continuità, si compongono e scompongono. La Turco Liveri agisce quasi in trans, senza mai avvicinarsi a noi, rapiti o sconcertati, dall'estetizzante suggestione dell'immagine su cui questo lavoro fa forza.

SILVIA MAURI | Giuria

 

 

Nella dicitura teatro contemporaneo possono essere contenute le più diverse forme. Perchè rinunciare a qualcuna, quando è possibile affastellarle, perchè scegliere una sola linea di interpretazione quando tutte possono avere cittadinanza. Perfetto indefinito non potrebbe avere titolo più calzante. Gli scritti di Claude Cahun, surrealista, ebrea, omosessuale, aliena a tutte le maggioranze - e che per questo usava il suo corpo per mettere in crisi qualsiasi categoria – non sono che il seme di un lavoro che sfida il pubblico. Che offre, nel corpo di Elisa Turco Liveri e nei video di Salvatore Insana delle macchie di Roschach nelle quali ciascuno è chiamato a riconoscere ciò che la sua individualità gli suggerisce.

CHIARA PALUMBO | Giuria

 

 

Un monologo intenso, una messa a nudo di una esistenza aliena, quella di Claude Cahun, artista surrealista omosessuale ed ebrea nell'Europa dei regimi totalitari. Disegnando atmosfere da thriller psicologico, Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri riscoprono nel pensiero di Claude Cahun i dubbi e la crisi di identità di una generazione: quella dei 30/40enni di oggi. Attraverso una drammaturgia raffinata in cui la voce dell'attrice interagisce con altri tre grandi protagonisti, la luce, il video, il suono, la compagnia romana disegni i contorni di una storia originale ma destinata tragicamente a ripetersi. L'integrazione degli "alieni" è ancora lontana mentre l'orizzonte di una Europa "totalitaria" è vicino. Preziose e ricercate le citazioni di classici della storia dell'arte: Giuditta ed Oloferne, San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, la Venere con gli stracci di Pistoletto.

LAURA TIMPANARO | Giuria