regia Chiara Elisa Rossini
con Aurora Kellermann, Babeth PWoudenberg, Ela Cosen
luci Alessio Papa
una produzione Teatro del Lemming / Tatwerk Performative Forschung

 

 

Intime Fremde si colloca in un altrove fin dalle prime incomprensibili battute. È altro rispetto alla definizione di spettacolo. È altro perché sfrangia l'inizio - agendo lo spazio esterno alla sala con una sorta di prologo della violenza in cui lo spettatore è subito strappato alla sua dimensione convenzionale -. È altro perché invade la zona della realtà in senso fisico e psichico. È altro perché contravviene al gioco dei ruoli. E questa creazione di stati emergenziali in sé destrutturante serve ad affondare nella carne dell'epoca, alludendo al pericolo dell'infrazione di un patto sociale, che è quello che costituisce i nostri stati nazione. Così la provocazione sfocia in una laica comunione culminando nel gesto rituale dello scambio della mano come allusione a più ampie forme d'accoglienza.

SONIA ANTINORI | Presidente di giuria

 

 

Disagio, imbarazzo, smarrimento, paura e forse poi, intimità.
Queste le sensazioni che la compagnia informale e femminile, Welcome Project, vorrebbe trasmettere con il lavoro Intime Fremde.
Un ingresso letteralmente ostico, fatto di comandi, controlli e verifiche, guida lo spettatore alla fruizione di un testo in cui si mescolano le storie dei singoli a quelle di un'umanità costantemente smarrita e sottoposta al giudizio.
Fortemente caratterizzato dagli elementi tipici del Teatro del Lemming che lo produce insieme al Tatwerk Performative Forschung, lo spettacolo è dedicato all'essere estranei gli uni agli altri e fa del teatro, una nazione il cui il pubblico è considerato "lo straniero".
Emerge quanto pericoloso sia costruire relazioni basate sulla diffidenza, la prevaricazione e, soprattutto, sull'insicurezza: "People are strange when you are stranger" intonava Jim Morrison in un noto pezzo dei doors....
Costruendo momenti di intimità e conflitto fra le performers e gli spettatori, il lavoro
fa intravedere l'affresco di un mondo che dimentica di ricordare.
In fondo, un invito a scambiarci un segno di pace.

MIRIAM LAROCCA | Giuria

 

 

L'intimo straniero (Intime Fremde) è il vicino che non conosciamo, di cui diamo per scontato la prossimità in una logica di convivenza sociale fatta di convenienze e "non detti". La compagnia Welcome Project nasce a Berlino e fa della diversità la caratteristica principale del lavoro: la regista Chiara Elisa Rossini, italiana formatasi al Teatro del Lemming, ha concepito Intime fremde come uno scambio culturale scegliendo attrici di diversa provenienza così da innescare un meccanismo di mistificazione teatrale e sociale che verte sulla ricerca di un linguaggio comune. Attingendo ai fantasmi del passato e ponendo interrogativi su un presente che non sembra diverso, questa drammaturgia, piena di spunti originali, seppur nella sua frammentaria natura, chiede allo spettatore di assumere un ruolo e prendere una posizione scuotendoci dalle spalle con forza.

SILVIA MAIURI | Giuria

 

 

"La cittadinanza è uno status che è concesso soltanto a chi è inserito a pieno diritto in una comunità". Scriveva Thomas Marshal. Chiunque si veda negato questo pieno diritto, smette di essere chi è per trasformarsi in ciò che viene percepito. Alieno, corpo reificato, oggetto nient'altro che di sguardi di sospetto e di giudizi tracciati con la spada del disprezzo. Corpi che mani invadenti spogliano della propria individualità. Welcome project, con Intime Fremde, strattona lo spettatore dentro ciò che racconta, identificando ciascuno nelle innumerevoli forme di altro che 4 attrici da diverse parti del mondo possono incarnare. Ogni spettatore può sentire sulla sua pelle il non essere compreso e non comprendere, l'essere straniero. E scoprire tuttavia che la spinta alla relazione può scompaginare le carte. Che l'emozione, che colpisce forte e senza filtri, può cambiare le nostre risposte alle domande che il presente chiama a farci. Perché forse esiste un teatro, ma non più un confine definito fra realtà e finzione.

CHIARA PALUMBO | Giuria

 

 
Intime Fremde è un'indagine coraggiosa sulla concezione dello straniero. Una condizione che riguarda l'intera umanità, poiché si è sempre alla periferia di qualche parte del mondo. Siamo tutti alieni: gli ebrei di ieri, gli immigrati di oggi, gli omosessuali di tutti tempi, le donne verso le quali il giudizio è sempre impietoso. Siamo tutti alieni quando viviamo in un luogo e vorremmo o dovremmo essere altrove. L'alieno è parte della storia delle comunità umane che attraverso il controllo, l'etichettatura, la catalogazione, l'esclusione ne fanno strumento di autodeterminazione e di definizione dell'identità. Le performers di Welcome Project - The foreigner's theatre creano con gli spettatori momenti di identità e di conflitto, trasformando il luogo teatrale in una "nazione" diffidente verso l'estraneo. Intime Fremde scava in un passato doloroso facendo luce su un presente altrettanto cupo e sulle sue pericolosissime derive razziste utilizzando un linguaggio teatrale teso verso il futuro e disegnando i contorni di un teatro necessario.

LAURA TIMPANARO | Giuria