regia e drammaturgia Sofia Bolognini
musiche originali e aiuto regia Dario Costa
con Aurora Di Gioia, Giorgia Narcisi, Daniele Tagliaferri, Andrea Zatti
coaching Andrea Pangallo
ricerca sociale Daniele Panaroni
organizzazione Anna Ida Cortese

 

 

<Il futuro che vorresti. Si, il futuro. Nel senso, per quello che sei ora, come ti vedi nel futuro? Ah, ho capito. E cosa sei disposto a fare? Voglio dire, chiunque metterebbe un cappotto verde di struzzo se il giorno dopo tutti comprano quel cappotto verde di struzzo. Non chiunque, certo – ma si! -, a te non ti dona, non ti ci vedi dentro… e allora in che cosa? Si, ho capito, ma non vuoi lavorare? Intendo dire, lascia stare queste menate, non sei più un bambino, non si gioca, non ci si diverte, non ci si copre e si riscopre, non c’è un rito, non c’è il collettivo, non c’è niente da dire – a chi, poi? -: è tutto passato, lascialo andare, stai nel presente che almeno guadagna. Tu vuoi lavorare, in teatro. Ecco, bravo. E allora: cosa sei disposto a fare? …per
essere te stesso... Tutto, si? Anche morire, bene! È ciò che cercavo. Fammi vedere! Fammi vedere che cosa sai fare. Cambia registro, sii più attuale. Comincia a farti notare, fai il cane. Il verme. Il maiale. …il male. La sete. Il potere.>
E a quel comando si toglie il costume, scende dal palco. E si siede in poltrona.

ELENA ZETA | Giuria

 

In St(r)AGE il pubblico è il vero destinatario dell'azione scenica, perché come ci ha insegnato più volte la storia, le rivoluzioni partono dalle masse e i pensieri più profondi sono quelli di pancia che arrivano diretti al cuore. Strage è una domanda a cui stavolta tocca rispondere. Due possibilità e una sola responsabilità che riguarda tutti, nessuno escluso.

MARTINA COLUCCI | Giuria

 

“St(r)age” è uno spettacolo con Aurora Di Gioia, Giorgia Narcisi, Daniele Tagliaferri e Andrea Zatti, per la regia e drammaturgia di Sofia Bolognini. Alla base del lavoro della compagnia “bologninicosta” c’è un progetto di ricerca sociale, con interviste con giovani attori e registi i cui dati raccolti sono stati sintetizzati in questo allestimento performativo mediante una storia inventata. Si mostra, con un linguaggio senza sconti (forse troppo hardcore) il lato
peggiore del “dietro le quinte” dell’ambiente teatrale, nella gavetta, spesso umiliante, nella smaniosa ricerca di un posto di lavoro e di una speranza, con personaggi addolorati, confusi ed isolati. Ne esce una immagine di questo contesto teatrale, ben lontana dall’ideale trionfo di arte e bellezza, ma, di gran lunga, più simile ad un ring dove prevalgono la violenza, le offese, le aggressioni. Il rischio di un (seppur finto) suicidio di massa c’è, in un momento di alta tensione, con tanto di attori schierati davanti alla platea a fine spettacolo, con una pistola giocattolo in mano e un timer per il conto alla rovescia proiettato sullo schermo. Due persone del pubblico si alzano e invitano i protagonisti a deporre le armi. Il teatro, nel senso più alto, non può e non deve morire.

LAURA GUARDUCCI | Giuria

 

Quattro attori sulla scena, due piani narrativi paralleli, un unico dispositivo drammaturgico: ST(r)AGE di bologninicosta. La ricerca artistica di Sofia Bolognini, regista e drammaturga, insieme al sound designer e ricercatore sociale Dario Costa, associa il modus operandi proprio delle scienze sociologiche allo studio delle arti performative in una sinestesia scenica al cui centro vi sono le dinamiche sociali e personali dei lavoratori e delle lavoratrici che vivono nell’instabilità giuridica, economica ed emotiva all’interno – o all’inferno – del mondo dello spettacolo dal vivo. La narrazione delle parabole esistenziali dei personaggi archetipici, o attori sociali, delineati nello spettacolo per le vesti attoriali di Aurora Di Gioia, Giorgia Narcisi, Andrea Zatti e Daniele Tagliaferri, confluiscono in un allestimento scenico dall’alto coefficiente di sperimentazione artistica, che prima lacera e annienta ogni parvenza d’umanità e infine offre al pubblico la possibilità di decidere della possibile rinascita o della definitiva morte del Teatro.

EDOARDO BORZI | Giuria