Spettacoli

PROCLAMI ALLA NAZIONE                                                

Di e con Elisabetta Granara, Giancarlo Mariottini, Sara Sorrentino, Carlo Strazza

Vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro (Udine) 2014
Selezionato Pre-Visioni (Genova) 2015
Finalista Premio Scintille (Asti), Anteprima (Lari), Young Station (Prato) 2015


In scena quattro personaggi che hanno la possibilità e il potere di dire qualcosa a chi è davanti a loro, pronto ad ascoltarli; non sempre i loro proclami vanno a buon fine, non sempre riescono a comunicare perché «spesso essere sinceri non è facile, tanto meno avere qualcosa di importante da dire». Questo è il problema della comunicazione, in tempi in cui le possibilità sono innumerevoli: stare zitti o parlare, scegliendo di correre il rischio? C’è una via di mezzo, la più facile e la più pericolosa: parlare senza dire niente, perché gli argomenti mancano ma la gente è lì che aspetta e bisogna accontentarla. Proclami alla nazione vuole riflettere sui discorsi pubblici con cui si esprime il potere privo di argomenti, e cerca di scoprirlo attraverso un viaggio dentro le parole del potere per scoprire, infine, il potere delle parole e non solo..

SNC GRANARA MARIOTTINI SORRENTINO STRAZZA
La Società in nome collettivo Granara Mariottini Sorrentino Strazza (SNC) è nata con il progetto Proclami alla nazione. Fanno parte della società questi quattro attori-autori genovesi con storie diverse. Elisabetta Granara è factotum della compagnia Il Gruppo di Teatro Campestre, attiva dal 2008 e vincitrice del Premio CrashTest nel 2015 con La vera storia dei Mole People; Giancarlo Mariottini lavora con il Teatro dell'Ortica e parallelamente sviluppa progetti teatrali autonomi; Sara Sorrentino si è formata a partire dal Laboratorio Gruppolimpido e Carlo Strazza proviene dalla compagnia teatrale Banda Kurenai.

 

MACBETH
AUT IDOLA THEATRI                                                          

di/con Dalila Cozzolino
collaborazione alla regia Rachele Minelli
luci e suono Giacomo Cursi

progetto vincitore della residenza Emergenze Romane Sala RomaTeatri 2018.

 

Del Macbeth abbiamo scelto di raccontare la superstizione: la sua fascinazione, la paradossale razionalità e la tendenza alla ritualità che essa comporta. Shakespeare ci ha insegnato la responsabilità dell’attore, la responsabilità dell’interpretazione di ogni singola battuta in un testo, come ad esempio “Salute a te, che un giorno sarai re”. Macbeth accoglie questa battuta in modo molto chiaro e muove l’azione scenica a partire da essa. Macbeth, partendo da qui, astrae e compone creativamente, esattamente come fa la nostra immaginazione davanti all’arte in generale. Quella frase è l’occasione. E Macbeth interpreta, e a partire da questa interpretazione, abita il suo mondo in modo sempre più creativo, ideale, sovrannaturale. Stare in una libertà spaventosa, farsi re, sentire oltre il sentire, vedere e mostrare ciò che non c’è. Come un attore.

COMPAGNIA RAGLI
La Compagnia Ragli si dedica a tematiche civili e sociali attraverso un linguaggio drammaturgico contemporaneo. Dalila Cozzolino è diplomata all’Accademia “Corrado Pani” di Roma, e poi continua la sua formazione in numerosi stage (tra cui Jean Paul Denizon, Saverio La Ruina, Pippo Delbono, Davide Enia, Roberto Latini, Alessandra Cristiani, Carrozzeria Orfeo, Elena Bucci, Lucia Calamaro). Fonda Compagnia Ragli ed è interprete degli spettacoli L’Italia s’è desta (Premio Miglior Attrice Premio Centro, Premio Festival Uno Firenze, Teatropia Siena, Premio Restart Antimafia, Premio Politicamente scorretto, Premio La Cantina delle Arti, Miglior Attrice festival XS Salerno) e Ficcasoldi (Premio “Giovani Realtà del Teatro”, Civica Accademia Nico Pepe, Udine 2013). Vince il Premio Hystrio alla Vocazione 2017.

 

BEAST WITHOUT BEAUTY                                                

creazione originale Carlo Massari
con Carlo Massari, Emanuele Rosa, Giuseppina Randi

partner del progetto CID/Oriente-Occidente Festival, Piemonte dal vivo/Lavanderia a vapore, Compagnia Abbondanza Bertoni/Progetto residenze Komm Tanz, Residenza I.DRA./Progetto CURA, Teatri di Vita/Progetto CURA, Arteven/"Prospettiva Danza Teatro”.

Progetto vincitore del “Premio Prospettiva Danza Teatro 2017”
Menzione speciale “Bando Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore 18/19”
Selezione "Komm-Tanz 17/18" Compagnia Abbondanza Bertoni
Con il supporto di Residenza I.DRA. e Teatri di Vita nell’ambito del “Progetto CURA 2018”
“Selezione Visionari Kilowatt Festival 2018”
Con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”
Realizzato grazie al contributo del Comune di San Lazzaro nell'ambito del bando "protagonismo e creatività”

 

L'ennesimo sguardo: fermo, freddo, gelido, impietoso sulla società. Un irriverente studio sugli archetipi della miseria umana, sulla crudeltà nelle relazioni. Tre perdenti si affrontano in un algido duello; in palio l'affermazione di un ruolo, un'identità, una posizione sociale, la sopravvivenza. Non esistono regole, tutto è consentito: ci si presta ad essere prede, vittime designate dell'altro, e a nostra volta siamo pronti ad avventarci, offendere, fendere, sbranare, finirlo impietosamente, ma senza sporcarci le mani. Un aristocratico gioco perverso di soprusi; una violenza taciuta, color pastello, che porta al massacro, all'estinzione; ci saranno solo vinti. Un tentativo di raccontare fisicamente il male di vivere, la paralysis Beckettiana. Un'ironia nera contrappunto al pallore emaciato dei volti: figure esangui, come alla fine di una lunga guerra, servita a nulla se non al male, a divenire cinici e opportunisti di fronte alla morte fino a contraddirsi e tradire i compagni di giochi.

C&C COMPANY
C&C è il risultato della collaborazione tra Carlo Massari e Chiara Taviani. Il primo lavoro nel 2011: Corpo e Cultura (Finalista a CrashTest 2012) evidenzia una vocazione della Compagnia alla ricerca di un linguaggio fisico necessario, drammaturgico, in relazione con tematiche sociali. Seguono i debutti internazionali di: Maria Addolorata, Tristissimo, 012, Peurbleue, Don’t Be Afraid; che negli anni ricevono i riconoscimenti: “1°Premio” Hiver Oclytes / Les Hivernales (F), “2°Premio” ICC Hannover (D), “2°Premio” Zawirowania competition (PL), “Premio del Pubblico” Konzert Theater Berne (CH), “Finalista” Machol Shalem Dance Competition (I), “Menzione Speciale” Premio Roma (IT), “2°Premio” Corto in Danza (IT), Premio Palco Aperto (IT). Parallelamente prendono vita progetti sociali: ContaminAzioni, SpringRoll, Femminile Plurale. Attualmente lo sviluppo dell’articolato progetto Beast Without Beauty in collaborazione con diversi partner europei. Dal 2017 la direzione della compagnia è affidata a Carlo Massari.

 

ST(r)AGE                                                                               

regia e drammaturgia Sofia Bolognini
musiche originali e aiuto regia Dario Costa
con Aurora Di Gioia, Giorgia Narcisi, Daniele Tagliaferri, Andrea Zatti
coaching Andrea Pangallo
ricerca sociale Daniele Panaroni
organizzazione Anna Ida Cortese

con il sostegno di Nuovo Cinema Palazzo - Roma
selezione finale "Poverarte 2018" - Bologna
selezione finale "Tramedautore 2018" - Milano

 

Per buona visibilità e giusto compenso, un grottesco ensemble di artisti versa del sangue. La strage programmata per andare in scena contemporaneamente in tutto il mondo decreta la scomparsa dell'arte dalla faccia della terra. Anni dopo, quattro personaggi trovano riparo dalle tempeste (mediatiche, politiche, sociali) in un luogo abbandonato dove imparano a conoscersi e riconoscersi, costruiscono un'alleanza. È la provocazione ad immaginare un paese senza cultura dove gli intellettuali tacciono e gli artisti dimenticano. È la resurrezione di un'arte scomparsa, possibile solo attraverso la costruzione di un'identità comune. La ricerca sociale ha prodotto riflessioni fondamentali per la realizzazione. Le categorie di pensiero di Bauman sono state utilizzate come lente per inquadrare le ipotesi suggerite dalla ricerca. Sulla scena proseguono in parallelo due piani narrativi: uno ricostruisce le vicende che hanno portato alla Strage; l'altro descrive anni dopo le vite dei quattro personaggi. 

BOLOGNINICOSTA
bologninicosta è un collettivo che si occupa di arti performative. È un progetto di ricerca sociale e artistica, riconosciuto nel 2017 dalla Regione Lazio tra i migliori 10 attivi sul territorio nel campo delle Performing Arts, nato dall’incontro tra Sofia Bolognini (drammaturga, regista, laureata in Filosofia) e Dario Costa (compositore e performer musicale, ricercatore sociale, laureato in Psicologia della Comunicazione e in Sociologia). Il collettivo fonda la sua ricerca artistica su drammaturgia e musiche originali e utilizza gli strumenti della sociologia per sintetizzare i dati raccolti in allestimenti performativi. RomeoeGiulio vince i premi Miglior Regia e Miglior Spettacolo al Festival Internazionale di Skopje (Macedonia) 2016. La Cattività al Festival ConfrontiCreativi vince Premio ConfrontiCreativi 2016. Il testo Figlie d’Egitto ovvero Le Supplici vince il Primo Premio Nazionale di Drammaturgia Contemporanea Cendic-Segesta. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Antico di Segesta presso il Festival Dionisiache 2017. Nel 2016 Sofia Bolognini è selezionata in Residenza per NdN Network Drammaturgia Nuova di Residenza IDRA con il testo Odissea Punto Zero.

 

IL DRAGO                                                                            

regia e rielaborazione drammaturgica Alessandro Sanmartin
collaborazione alla regia Giorgia Peruzzi
con 32 studenti dei laboratori teatrali degli istituti Trissino, Quadri, Boscardin, Galilei.

liberamente tratto da Il Drago di Evgenij Schwarz


Che cos'è la dittatura? È qualcosa di cui ci accorgiamo? O un'ancora di salvezza cui appoggiarci quando le cose sembrano mettersi male? Si crede sempre che i draghi non esistano, che le favole siano storie antiche che ci mettono tranquilli quando andiamo a dormire. Ma la tranquillità nasconde sempre qualcosa di pericoloso. Perché la libertà e la democrazia ad un certo punto falliscono? Siamo umani e a volte non ci vergogniamo di essere pigri, stanchi, di non avere voglia di assumerci le nostre responsabilità di cittadini. Ed è allora che i draghi diventano reali. Sopra di noi e dentro di noi. È allora che il peggio, il male, ciò che di più basso giace dentro il nostro animo prende il sopravvento. Sulla cultura, sull'intelligenza, sulla capacità di empatia, insomma, su ciò che ci rende uomini. Quindi è meglio che il teatro ci ricordi, di tanto in tanto, che essere umani non è scontato, è una scelta, una sfida da affrontare giorno dopo giorno.

LIVELLO 4
Livello 4 è un collettivo teatrale fondato a Valdagno (Vicenza) nel 2010 con lo scopo di contagiare attraverso le arti ed offrire alternative culturali nel territorio. L'associazione porta avanti congiuntamente tre vocazioni: la compagnia teatrale, l'organizzazione di eventi culturali e la formazione teatrale nelle scuole e in altri contesti. Dal 2010 ad oggi Livello 4 ha svolto più di 70 laboratori in tutti i livelli di scuola (materna, primaria, secondaria inferiore e superiore) e per adulti, conseguendo anche numerosi riconoscimenti. Dal 2012 l'associazione è attiva nell'organizzazione di CrashTest Teatro Festival; ospitando negli anni più di venti giovani compagnie di teatro e danza, oltre a esperti, critici e artisti, con spettacoli, incontri, e progetti di formazione pratica (laboratori) per attori, per ragazzi, per il pubblico.

 

DOMINO                                                                                

regia Natasha Czertok
con Annamaria D’Adamo, Daniele Giuliani, Marco Luciano, Martina Pagliucoli, Veronica Ragusa, Chiara Venturini, Natasha Czertok
musiche The Busy Bee, Balanescu Quartet, Steve Reich, Alessio Bettoli, Alfonso Santimone
scenografie Teatro Nucleo, RedoLab artigiani del riutilizzo, Luca Bernasconi
sartoria Chiara Zini
inserti video
Anne Corporaal

col sostegno di Regione Emilia Romagna e Mibact.


Nel presente distopico di DOMINO, calzante metafora teatrale del presente, non ci sono buoni e cattivi, i personaggi si muovono come pedine di un gioco crudele, freddi ingranaggi e funzioni di un sistema perverso che sembra non lasciare scampo. Cuore del gioco è un misterioso meccanismo di selezione al quale sono sottoposte le quattro donne protagoniste, sorvegliate e condotte attraverso le varie fasi del processo da tre guardie dal sorriso perenne e inquietante. Traendo ispirazione da romanzi quali 1984 di Orwell, Il mondo nuovo di Huxley, Il racconto dell’ancella di Atwood, DOMINO vuole portare l’attenzione, tramite un linguaggio multidisciplinare che va dalla danza, all’uso delle proiezioni, al teatro e alla musica, sulla progressiva diminuzione di beni primari, sulla concreta, lenta e graduale perdita della libertà di pensiero, sull’innalzarsi di nuovi muri e frontiere anche sociali, sulla poesia come strumento di salvezza, sul bisogno di credere in qualcosa o qualcuno. Sulla rivolta come atto necessario.

TEATRO NUCLEO
Teatro Nucleo è un ente di produzione, formazione, ricerca teatrale, riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, con sede a Ferrara. Fondato nel 1974 a Buenos Aires da Cora Herrendorf e Horacio Czertok con il primo nome di Comuna Nucleo e stabilitosi definitivamente a Ferrara nel 1978, è oggi una realtà composita dove diverse progettualità artistiche operano sul territorio cittadino, nazionale e internazionale, una cooperativa teatrale dove i fondatori e le nuove generazioni di attori e registi operano in sinergia con altre realtà associative e istituzionali.