Finalisti 2022

Ecco a voi gli artisti selezionati per l'edizione di CrashTest 2022

 

LA RIBALTA TEATRO (PISA)
IL SETTIMO CONTINENTE

di e con: Alberto Ierardi, Giorgio Vierda, Luca Oldani
costumi: Chiara Fontanella
disegno luci: Alice Mollica

LA COMPAGNIA
La Ribalta Teatro si occupa di produzione di spettacoli di teatro comico e di formazione teatrale. Tra il 2019 e il 2021 vince il bando della regione toscana “Così remoti così vicini” con il progetto Beckett Machine. Premiata a: Minimo Teatro Festival, Italia dei Visionari, Giovani Realtà del Teatro, Inventaria, TSU, ed Earthink festival con lo spettacolo Il Settimo Continente #lifeinplasticisfantastic ospite tra le altre delle rassegne di Piemonte dal Vivo.
Ha diretto per un triennio la formazione teatrale presso il teatro Lux di Pisa e successivamente ha sviluppato numerosi progetti di formazione in collaborazione con scuole, comuni, associazioni, fondazioni, università, accademie nazionali d’arte drammatica. Collabora con il teatro Verdi di Pisa in progetti dedicati alle scuole e con il teatro Politeama ed il centro diurno di Cascina per un percorso dedicato a soggetti con dipendenze.

 

 LO SPETTACOLO
“L’oceano è grande perché non respinge nessun fiume” detto cinese.
Tutto quello che abbiamo dimenticato, che più non abbiamo amato, insomma che ci è servito e poi non più, ha sempre percorso i fiumi fin dall’antichità. Chissà se gli antichi cinesi nel pronunciare il loro detto avrebbero potuto immaginare che il grande oceano, la mitica culla che ha dato vita a tutto, e che si è sempre inghiottita tutto, avrebbe incominciato un giorno a sputare fuori, dopo averle masticate, le chincaglierie che tutti gli abitanti di tutto il mondo da sempre hanno dimenticato. L’oceano ha il mal di pancia! Se ne è accorto da trent’anni Charles Moore, marinaio, esploratore, ambientalista, scrittore che da Cristoforo Colombo dei giorni nostri denuncia, (non con troppo successo) la scoperta, o meglio l’emersione, o più correttamente “l’agglomerazione” coatta della più grande opera artificiale mai costruita, la più grande improvvisazione ingegneristica mai concepita. Al momento, è grande tre volte la Francia ed è chiaramente visibile dallo spazio. È il Pacific Trash Vortex, per alcuni la grande zuppa di plastica, per i più fantasiosi l’isola di plastica.
Gli attori della Ribalta Teatro sono partiti da qui, per realizzare questo nuovo spettacolo dedicato al mondo della plastica. Il Settimo Continente non è soltanto il nome con cui ribattezziamo l’isola, ma l’insieme dei rifiuti che in cinquant’anni circa abbiamo accumulato e che ad oggi, non sono più nel mondo, sono il mondo, come non lo è mai stato prima. Le microplastiche sono ovunque, da polo a polo, nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo, e nel corpo di tutti noi, nessuno escluso. Grazie a questa drammatica situazione, abbiamo trovato le condizioni per dare vita ad uno spettacolo comico e al tempo stesso capace di proporre domande e riflessioni. Niente di più comico che un bel disastro. Benvenuti al settimo continente!

 

LUCIA GUARINO (FOLIGNO)
SUPERSTITE

Concetto e coreografia: Lucia Guarino
Danza: Lucia Guarino
Musica: Stefano Pillia
Dramaconsulting: Emma Tramontana
Costumi: Hilary Bockham

L'ARTISTA
Nata nel 1982 a Foligno (PG), Lucia Guarino è danzatrice e autrice. Dopo gli studi di danza classica e modern jazz, e successivamente nella danza contemporanea, si Laurea in Architettura. Prosegue la professione di danzatrice tra l’Italia, Il Belgio, La Spagna, L’Argentina. Nel 2017 vince con il suo solo Retiro il primo premio del Presente Futuro Festival - Teatro Libero Palermo. Vince alcuni progetti nazionali ed internazionali di ricerca e formazione coreografica: DanceMovesCities 2013, KLM 2015, Volcano 2017, WorkspacericercaX 2019. Nel 2018 si forma come insegnante Dance Wel l- Dance for Parkinson desease. Come interprete lavora con Compagnia Semi Cattivi, Romeo Castellucci, Lisbeth Gruwez, La Società dello Spettacolo, Anna Marocco, Camilla Monga, Simona Bertozzi, Virgilio Sieni, Alessando Carboni. Collabora come coreografa con la compagnia di prosa Baglioni/Bellani. I suoi progetti sono stati presentati presso festival ed istituzioni nazionali ed internazionali.

 LO SPETTACOLO
Superstite è una riflessione su ciò che rimane dopo una mutazione, un cambiamento e si fa carico di una storia che a tratti appare sbiadita o mutilata. Un corpo solo, da solo, esplora le infinite declinazioni del “ vuoto che resta ”. Cosa muove la parte mancante? Quali confini e quali forme prova a ridisegnare? Il corpo superstite racconta un vuoto e sia esso stesso che chi lo osserva sono avvolti da un continuo movimento di indagine su questa mancanza. Un’azione coreografica dove il movimento, tramite di vita, si pone in relazione a una dinamica più grande che appartiene alla costante instabilità e precarietà dello stato di sopravvivenza. Un continuo riassestamento nel vuoto, vero spazio vitale, come tensione a un possibile esserci.

 

 

PIETRO ANGELINI (ROMA)
UN ONESTO E PARZIALE DISCORSO SOPRA I MASSIMI SISTEMI

di e con: Pietro Angelini
sound design: Filippo Lilli
light design: Paride Donatelli
produzione esecutiva: 369 gradi
residenza produttiva: Carrozzerie|N.O.T.

L'ARTISTA
Classe ‘91, nasce a Grosseto nella maremma toscana. Vive a Roma dal 2010. Lavora come attore in progetti teatrali e cinematografici. Ha collaborato con il collettivo di arti performative Dynamis, ha lavorato con Bob Wilson, Semen Aleksandrovskiy, Kinkaleri, Collettivo Cinetico, Odin Teatret. Per l’audiovisivo è stato diretto da Abel Ferrara, Gabriele Salvatores, Stefano Sollima, Marco Bellocchio. È autore e interprete di Un onesto e parziale discorso sopra i massimi sistemi. Progetto vincitore di ODIOLESTATE 2019 (Carrozzerie N.O.T, Roma) Progetto finalista per il Premio PIMOFF per il Teatro Contemporaneo (PIMOFF, Milano) Progetto vincitore del bando Selezione Visionari per Kilowatt Festival 2020 (Sansepolcro) Il 23 marzo 2020 discute la sua tesi di laurea in quarantena ottenendo pieni voti, con la distinzione della lode, in discipline delle arti della musica e dello spettacolo (DAMS) all’università di Roma Tre.

 

LO SPETTACOLO
Lo spettacolo, in bilico tra ironia e disperazione, è concepito come un autoritratto dell’autore e simultaneamente come una radiografia del contesto storico, sociale e artistico contemporaneo. Pietro fa i conti in maniera abilmente ingenua con gli avvenimenti della sua vita di giovane uomo, di attore, di figlio con un forte senso di responsabilità e di individuo con tante domande da fare al mondo. Il suo è un flusso di pensieri, di concetti e di aneddoti, che si manifesta attraverso un linguaggio crossmediale e che diventa materia teatrale disegnando un profilo intimo e psicologico del protagonista. La spinta dinamica che ha portato alla creazione dello spettacolo è la violenta reazione all'immobilità, condizione antiproduttiva nella quale è difficile riconoscersi e che riguarda tutti. Allora ecco il fluire delle idee, dei progetti e di tutte quelle invenzioni mai realizzate, su cui costava troppa fatica mettersi al lavoro e che adesso prendono finalmente forma. Tutte, le une accanto alle altre, costruiscono un primo rudimentale sistema economico, definiscono un inesplorato mercato artistico e generano la possibilità concreta di guadagno in termini monetari. Del resto siamo tutti qui per l’arte, no?

 

EMANUELA SERRA/BALLETTO CIVILE (LA SPEZIA)
LOOSE DOGS

testi, interpretazione e regia: Emanuela Serra
disegno sonoro: Guido Affini
produzione esecutiva: Emanuela Serra/Balletto Civile
allestimento scenico: Alessandro Pallecchi

L'ARTISTA
Emanuela Serra nasce a Torino nel 1980. La sua formazione si è consolidata nell’ambito del teatro fisico. Dal 2003 è parte dell’organico della compagnia Balletto Civile di cui segue sia la parte artistica, come interprete, sia la parte di formazione come insegnante. Parallelamente al lavoro sul corpo indaga il lavoro sulla parola, il recitar/cantato e la slam poetry in un percorso di auto-drammaturgia. Questa fase di ricerca si esplicita nel primo lavoro Just Before the Forest e continua con Loose Dogs.

LO SPETTACOLO
Loose Dogs nasce dall’urgenza di continuare un’indagine nell’ambito di una scrittura drammaturgica originale e nella creazione di un disegno sonoro eseguito dal vivo, a sostegno dell’immaginario fisico e vocale. Una ricerca di espressione tra l’uso del canto e del recitar/cantato in diverse lingue e tra la connessione corpo/voce. Una ricerca coreografica in a-solo e in relazione. L’obiettivo è la creazione di un oggetto autonomo che rifletta su tematiche sociali quali la necessità di espressione creativa e l’urgenza di disobbedire ad una omologazione forzata del pensiero e che sia esportabile in spazi non teatrali.
E’ ambientato in un bar di periferia, per ora il personaggio principale è solo in scena, e attraverso un meccanismo da monologo interiore, interpreta con una carrellata immagini fisiche e vocali, il mondo degli ultimi. Tutti i testi sono scritti originali e il modo di interpretarli nasce dal corpo. Le storie che vengono nominate e i personaggi, vivono attraverso il personaggio principale, per un attimo. I ricordi diventano presente, come capita a chi conosce una solitudine profonda. Lo spazio è microfonato, la percezione è distorta.
Alla fine, My Way di Sid Vicius lascia intendere che si, il personaggio principale crea la sua filosofia, quella dei cani sciolti.
“Sopravvivere, in tempi come questi significa scavare a fondo nella natura degli uomini, entrare nell’abisso e nuotare come pesci.”