Spettacoli

Di seguito gli spettacoli che saranno ospitati a Crashtest 2021.
Ricordiamo che per vedere gli spettacoli è obbligatoria la prenotazione e può essere fatta qui.

SOTTOVETRO

regia: Livello 4
con la partecipazione degli studenti dei laboratori teatrali degli istituti superiori vicentini Boscardin, Galilei, Quadri e Trissino.


SOTTOVETRO nasce dalla volontà di raccontare come in questo periodo difficile si siano modificate le nostre abitudini, la concezione della solitudine e dell'isolamento, di dentro e fuori, e come da questa situazione si sia amplificato il nostro limite nel leggere e raccontare il mondo. Quello che siamo e quello che sappiamo della realtà si fondano sempre meno sull'esperienza concreta e sull'incontro e si avvalgono - ora più che mai - della mediazione digitale, che filtra il mondo per i nostri occhi.

SOTTOVETRO vuole essere un'occasione di incontro reale, di teatro vero e puro, un'esperienza interattiva per lo spettatore, abitata da ragazzi delle scuole superiori. Interrogandoci sulla responsabilità che ognuno ha verso il mondo e verso le parole, cerchiamo di prendere coscienza che siamo noi a scegliere le lenti con cui analizziamo il mondo, ma una lente è soltanto una lente: non può essere la verità. La lente rende più comoda la visione ai nostri occhi, ci regala un punto di vista privilegiato, da cui forme, dimensioni, distanze delle cose sono come vogliamo che siano, come riusciamo a gestirle. Ma cosa succede quando il vetro si crepa?

Lo spettacolo d'apertura di CrashTest, come di consueto, nasce durante una residenza estiva di tre giorni, che mescola allievi di tutte le scuole superiori e dà vita dal nulla ad uno spettacolo. Il progetto Mixer, giunto alla quinta edizione, è curato e condotto da Livello 4 e quest'anno si è dedicato al tema Lesa Realtà.

LIVELLO 4
Livello 4 è un collettivo teatrale fondato a Valdagno (Vicenza) nel 2010 con lo scopo di contagiare attraverso le arti ed offrire alternative culturali nel territorio. L'associazione porta avanti congiuntamente tre vocazioni: la compagnia teatrale, l'organizzazione di eventi culturali e la formazione teatrale nelle scuole e in altri contesti. Dal 2012 l'associazione è attiva nell'organizzazione di CrashTest Teatro Festival, ospitando negli anni più di trenta giovani compagnie di teatro e danza, oltre a esperti, critici e artisti, con spettacoli, incontri, e progetti di formazione pratica (laboratori) per attori, per ragazzi, per il pubblico. Livello 4 promuove inoltre attività di formazione, credendo che il teatro e la contaminazione possano essere uno strumento fondamentale per lavorare su identità, gruppo, espressione, gestione delle emozioni, relazione con l'altro. Dal 2010 ad oggi ha svolto più di 100 laboratori in tutti i livelli di scuola (materna, primaria, secondaria inferiore e superiore) e per adulti, conseguendo anche numerosi riconoscimenti. Il lavoro di formazione teatrale nelle scuole sfocia in percorsi estivi di creazione intensiva che danno vita agli spettacoli di apertura del festival. 

 

#binarycode

performer: Michela Negro e Simone Baldo
videomapping: Federico Fracasso
ambiente sonoro: Eros Dalla Barba
sand artist: Gaia Marangon
consulenza e regia: Alessandro Sanmartin

coproduzione Trendeventi, e20danza e Livello 4

Siamo animali sociali che fondano la loro identità sull'incontro con gli altri e col mondo circostante. Siamo le informazioni che riceviamo, ciò che impariamo del mondo, siamo la realtà che ci raccontiamo, e il linguaggio con cui comunichiamo. Ma 'incontro', 'comunicazione', e perfino 'corpo' sono diventati concetti instabili, che hanno subìto, negli ultimi decenni, evoluzioni senza precedenti. Eppure la nostra identità è legata a doppio filo a questi concetti, e così si fa sempre più difficile per chiunque rispondere alla domanda: “Chi sono io?”

#binarycode indaga la relazione tra corpo umano e universo digitale, è un viaggio nel mare virtuale a bordo di corpi reali, per disegnare mappe e percorsi, lanciare boe e scialuppe, tentare, insomma, una ricognizione e riflettere su come non perdersi, o meglio trovarsi, in questa immensa piazza di dati, profili, promozioni e algoritmi.

A questo scopo, #binarycode mette in scena due danzatori maturi, rappresentanti di quella generazione che forse meno di altre ha avuto gli strumenti per relazionarsi con il digitale, i cosiddetti boomer. Insieme a loro video mapping, sand art e ambiente sonoro costruiscono un dialogo dal vivo, portando ad un naufragio immersivo lo spettatore, che dovrà fare affidamento sui propri strumenti, operare delle scelte, e alla fine trovare la propria rotta.

Federico Fracasso
Fonico, lightdesigner e videomapper con ventennale esperienza in ambito teatrale, sviluppa le sue competenze tecniche collaborando anche alle creazioni artistiche, in particolare con il mapping video nel contesto del teatro di ricerca.

Michela Negro e Simone Baldo
Danzatori, insegnanti di danza e Qi gong, coreografi; dirigono l'associazione culturale e20danza, e insieme indagano il movimento connesso al benessere psicofisico della persona, unendo all'estetica, l'aver cura. Michela è co-fondatrice della rete 'nolimitsactions' e sono entrambi insegnanti 'DanceWell - movimento e ricerca per il Parkinson' progetto di Operaestate Festival e del progetto 'I dance the way I feel' per pazienti ed ex malati oncologici di N. Meneguzzo.

Eros Dalla Barba
Sound Artist e Sound Designer, lavora come Suond Director presso Invisibilio, agenzia di visual e sound branding. Si muove nel mondo sonoro in diversi ambiti: principalmente nel mondo teatrale, musicale e della comunicazione, sempre indagando i processi di relazione tra gli elementi che toccano, agiscono e modificano il suono.

Alessandro Sanmartin
Formatore, regista e attore, dirige la compagnia Livello 4 ed è direttore artistico del festival CrashTest. La sua ricerca si basa sulla contaminazione dei linguaggi e sul senso civico del fare teatro. Si dedica principalmente al lavoro con gli adolescenti e ad esplorare collaborazioni con diverse realtà del territorio.

Gaia Marangon
Danzatrice, allieva e collaboratrice dell'associazione e20danza, è parte de ilGruppo_compagniadanza di Montecchio Maggiore e partecipa a molti progetti proposti da Operaestate festival, tra cui i corsi per insegnanti 'DanceWell movimento e ricerca per il Parkinson'.

 

OBLIO

Ideazione e regia: Cristel Checca
Dramaturg: Paolo Scarpelli
Con: Anna Carla Broegg, Francesco Figliomeni, Cristel Checca


Oblio affronta il fenomeno dello slut-shaming. Un contesto molto attuale in un mondo in cui il diritto all'Oblio è un privilegio. Vittime del web, rimpiazzate da personalità virtuali imposte dalla rete, più reali della realtà stessa, uccise da like, views, commenti. Oblio è un esperimento di performance interattiva. Con l'artificio drammaturgico di un surreale Quiz Show televisivo il pubblico partecipa attivamente alla narrazione, orientandola. Ospite della serata: una ragazza vittima di slut-shaming morta suicida. Una presentatrice e il pubblico come concorrente. Ripercorrendo le scelte della protagonista gli spettatori dovranno evitare il tragico finale. Per ogni domanda tre alternative tra cui lo spettatore voterà dal suo smartphone, vedendo poi le conseguenze in scena. Data la struttura a bivi ogni replica di Oblio sarà unica. L'interattività, i rimandi all'immaginario televisivo e del web, il tema della virtualità, trovano naturale approdo nell'ibridazione fra teatro e video.

CERBERO TEATRO (Latina)
CERBERO TEATRO nasce nel 2014. Attualmente la compagnia teatrale è costituita da Cristel Checca, (attrice, regista e drammaturga) e Paolo Scarpelli (sceneggiatore e dramaturg), in collaborazione con artisti di vario genere. Il lavoro della compagnia si struttura da sempre intorno a testi originali con elementi di drammaturgia scenica. I temi spaziano dall'indagine sull'essere umano, attraverso narrazione di storie di vita, ad argomenti legati all'ambito sociale e civile. Il linguaggio scenico prende vita da un attento e accurato lavoro sull'analisi del testo dal quale si sviluppa la forma estetica della messinscena. Una caratteristica peculiare è la creazione e l'utilizzo di immagini evocative legate agli oggetti scenici. Nei lavori della compagnia un teatro pop (talvolta con l'utilizzo di dialetti) si fonde con elementi performativi e sperimentali.

 

RIFLESSIONI

Ideazione e Regia: Claudia Caldarano
Dramaturg: Alessandro Brucioni
Danza: Claudia Caldarano e Maurizio Giunti
Musica: Filippo Conti chitarra e elettronica
Realizzazione Scene: Alessandro Brucioni, Giacomo Masoni, Monica Filippi
Produzione: mo-wan teatro


Riflessioni è una performance che si svolge su di una struttura autoportante di specchio deformante che sollecita lo spettatore su come e dove orientare il proprio sguardo, mobile tra la carne viva e i suoi simulacri, i riflessi. Un'installazione che altera il suo contenuto in base al punto di osservazione, che traduce il corpo concreto in immagine astratta secondo il punto di vista dello spettatore. Riflessioni è un'autopsia dell'atto creativo, per “vedere con i propri occhi”, per mettere in discussione i luoghi comuni sulla visione del corpo e sulla nozione di realtà, è una performance sull'appropriazione della creazione, che riflette sulla banalità dell'arte, sul senso di inutilità della creazione nell'iper-visione consumistica, e sul corpo come materia prima per “costruire” le nostre nozioni di realtà e illusione, sul corpo come oggetto artistico e soggetto insieme.

CLAUDIA CALDERANO (Livorno)
Si occupa di coreografia, performing arts, recitazione. Collabora con C. Catarzi e con il Teatro dei Gordi con i quali nel 2020 ha realizzato due spettacoli ospitati rispettivamente a Biennale Danza e a Biennale Teatro, e dal 2014 con la Compagnia Virgilio Sieni e mo-wan teatro con cui organizza il Deep Festival. Dal 2010 realizza sue creazioni declinabili in diverse forme e fruizioni e senza limiti di genere linguistico che sono state premiate, supportate e ospitate da significative istituzioni teatrali, e musei. La sua ricerca si origina nel corpo come luogo intimo e soggettivo, indizio della relatività, strumento di distorsione e paradosso, e chiave per stabilire contatto e empatia. Intende l'arte come materia di svelamento del suo senso di antagonismo, e come moltiplicatrice di senso, perciò sviluppa un patto con il fruitore specifico per ogni opera, e la danza come una tensione tra il possibile e l'impossibile, e come tentativo di ritrattazione della propria “presenza”.

 

Hu|Or|ME

Regia e coreografia: Angelo Egarese 
Danzatori: Elena Alessia Hodor, Anna Pesetti, Francesca Piergiacomo e Riccardo Zoppi
Musica: Francesco Giubasso
Costumi: Costumeria Kinesis
Scenografia: Saul Rescigno


Progetto coreografico ispirato alla celebre novella ANIMAL FARM - la fattoria degli animali di George Orwell, 75 anni dalla sua prima pubblicazione, lo spettacolo non vuole essere una descrizione del libro o un racconto audiovisivo, ma una serie di immagini suggestive e una riflessione a partire dai corpi. Hu|Or|ME parte da una domanda sulla morale della favola orwelliana: un animale messo al posto dell'essere umano, si comporterebbe meglio? Da qui la costruzione di qualcosa molto articolato sia a livello di drammaturgia che a livello di composizione coreografica, evitando di cadere nei cliché.

KINESIS CONTEMPORARY DANCE COMPANY (Firenze)
KINESIS CDC nasce nel 2012 dall'idea di Angelo Egarese ed Elena Salvestrini. Realtà fiorentina con l'esigenza di esprimere il proprio concetto di danza contemporanea, in cui la ricerca e la sperimentazione si fondono in un'espressione unica e sempre più indistinguibile, che permette di proporre ad un pubblico eterogeneo un linguaggio sconfinato e in continua evoluzione tra coreografia e teatro. La compagnia si impegna nella costruzione di nuovo pubblico, grazie anche al coinvolgimento delle giovani generazioni di danzatori, che hanno inequivocabilmente insito in loro un nuovo linguaggio corporeo e nuove visioni, capaci di contaminare la direzione creativa e produttiva. Dal 2017 la direzione artistica è affidata ad Angelo Egarese, coreografo residente della compagnia. Dal 2019 la compagnia è sostenuta dalla Regione Toscana per l'attività di produzione, e dal 2020 dalla Fondazione CR di Firenze.

 

L'ECO DELLA FALENA

Scene e regia: Ciro Gallorano
Con: Sara Bonci e Davide Arena
Disegno luci: Federico Calzini, Ciro Gallorano
Produzione: Cantiere Artaud


L'eco della falena è una ricerca sul tempo e la memoria. Anime in attesa, ispirate alla vita e alle opere di Virginia Woolf, si materializzano in scena svelandoci la loro melanconica natura. Nonostante i riferimenti letterari, lo spettacolo non ha un filo narrativo, è un racconto non descrittivo. Una donna ci guida nei meandri della sua stanza, che sta a rappresentare il suo mondo interiore. Ogni movimento è sempre volto a far accadere qualcosa, il gesto nasconde in sé qualcosa di ancestrale. Sul fondo della stanza ci sono due grandi porte: le porte chiuse rappresentano ideologicamente il futuro, uno spazio-tempo sospeso che ci invita a immaginare che cosa ci sia oltre. Ogni volta che le porte si aprono, portano alla luce il passato. Altra presenza importante è l'acqua, elemento che con il tempo corrode e arrugginisce gli oggetti, che ci fa subito pensare allo scorrere dei fiumi e delle onde che si infrangono su una battigia.

CANTIERE ARTAUD (Arezzo)
CANTIERE ARTAUD è un collettivo di ricerca teatrale fondato ad Arezzo da Sara Bonci e Ciro Gallorano. Dal 2016 si occupa di produzioni e di formazione teatrale negli Istituti Scolastici e in ambito privato. Nel 2020 la compagnia è stata riconosciuta dalla Regione Toscana come giovane formazione di prosa. Tra i lavori più significativi sono stati realizzati 318: better together, spettacolo prodotto da Città di Figline e Incisa Valdarno, Teatro Comunale Garibaldi, Cantiere Artaud e Arca Azzurra Formazione; I brandelli di luce che ci rimangono; Frammenti, selezionato per il progetto “Cantieri” promosso dal Teatro dei Venti e andato in scena nell’ambito di Trasparenze Festival 2018; L'eco della falena, spettacolo vincitore del programma “Per Chi Crea” promosso dal MiBACT e gestito da SIAE, selezionato al Bando Opera Prima 2020 e finalista Direction Under 30.