Spettacoli

Di seguito gli spettacoli che saranno ospitati a Crashtest 2020.
Ricordiamo che per vedere gli spettacoli è obbligatoria la prenotazione e può essere fatta qui.

 

LE CITTÀ POSSIBILI

regia di Alessandro Sanmartin
con la partecipazione degli studenti dei laboratori teatrali degli istituti superiori vicentini Boscardin, Galilei, Quadri, Rossi e Trissino.

Chi siamo noi, se non la nostra memoria, mescolata come in un sogno alla nostra capacità di immaginare? E così, come un antidoto ad un presente troppo concreto, vogliamo riappropriarci dei nostri spazi urbani, aprendo il libro dell'immaginazione, per raccontarci di tutte le città che potremmo diventare, o che avremmo potuto essere.  
Le Città Possibili inciampano come allucinazioni tra un passo e l'altro dello spettatore. Sono piccole epifanie, regali inattesi, semi lanciati, di teatro, letteratura e rito di comunità. A ricordarci che l'arte, la fantasia, la condivisione dei sogni, sono anch'essi mattoni fondamentali per costruire il nostro futuro.

LIVELLO 4
Livello 4 è un collettivo teatrale fondato a Valdagno (Vicenza) nel 2010 con lo scopo di contagiare attraverso le arti ed offrire alternative culturali nel territorio. L'associazione porta avanti congiuntamente tre vocazioni: la compagnia teatrale, l'organizzazione di eventi culturali e la formazione teatrale nelle scuole e in altri contesti. Dal 2012 l'associazione è attiva nell'organizzazione di CrashTest Teatro Festival, ospitando negli anni più di trenta giovani compagnie di teatro e danza, oltre a esperti, critici e artisti, con spettacoli, incontri, e progetti di formazione pratica (laboratori) per attori, per ragazzi, per il pubblico. Livello 4 promuove inoltre attività di formazione, credendo che il teatro e la contaminazione possano essere uno strumento fondamentale per lavorare su identità, gruppo, espressione, gestione delle emozioni, relazione con l'altro. Dal 2010 ad oggi ha svolto più di 100 laboratori in tutti i livelli di scuola (materna, primaria, secondaria inferiore e superiore) e per adulti, conseguendo anche numerosi riconoscimenti. Il lavoro di formazione teatrale nelle scuole sfocia in percorsi estivi di creazione intensiva che danno vita agli spettacoli di apertura del festival. 

 

ZONA FRANCA

di e con Federica Mafucci
regia Andrè Casaca
produzione Teatro C'art Comic Education

Zona Franca è il territorio dove vivere la propria follia come atto di libertà. Un luogo dove lo spettatore viene trasportato all'interno di un mondo libero e fantasioso, ma con la profondità di una vita difficile e incerta, di Franca, la protagonista dello spettacolo. Franca, attraverso un dialogo diretto con il pubblico, racconta "storie di ordinaria follia" giocando con il divertimento e il dramma del vivere quotidiano in modo da portare il pubblico dentro un vortice di sensazioni familiari da condividere ed esorcizzare attraverso la comicità. L'apertura e lo sguardo profondo e senza filtri di Franca sono i catalizzatori per un corto circuito emozionale. Una donna che vive del contatto diretto con il pubblico attraverso gag e racconti esilaranti, esprimendosi con il lirismo magico della semplicità.

TEATRO C'ART (Firenze)
Nel 2002 viene fondato, con la direzione artistica di André Casaca, la Compagnia Teatro C’art, un nucleo stabile di ricerca sul teatro fisico e la comicità non verbale. La sua concezione artistica e pedagogica ha consentito la nascita e lo sviluppo di percorsi di ricerca e formazione radicati nella decostruzione della gestualità ordinaria e prevedibile e nella affermazione di un’identità gestuale lontana dalla rappresentazione. Infatti la compagnia trova nell’identificazione il fulcro del suo lavoro comico-corporeo. La sede della compagnia si trova a Castelfiorentino, in provincia di Firenze. Il Centro Internazionale dell'arte comica Teatro C’art è un luogo che nasce dall’idea di un’educazione moderna basata sulla libertà creativa e sull’affermazione dell’identità; con biblioteca/videoteca e una sala teatrale, è diventato un punto di riferimento per la ricerca pedagogica ed artistica in Italia. Le produzioni sono state replicate in festival e teatri d’Italia e all’estero.

 

TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA

drammaturgia Sonia Antinori
con Giacomo Lilliù e Alberto Marcello
regia Giacomo Lilliù

Una generazione cresciuta con il dovere morale di inseguire sogni di gloria, di prosciugare patrimoni familiari e di primeggiare nella scalata sociale, che si ritrova oggi con un terreno che le frana sotto i piedi. Una classe media delusa, disforica, fin troppo acculturata, non più agiata, come diceva a fine '800 Veblen, bensì disagiata. Sono questi i protagonisti di Teoria della classe disagiata che rappresentano sulla scena i paradossi socioeconomici del presente attraverso la metafora del teatro, un settore produttivo che, sebbene stremato da un mondo sempre più virtuale, continua indomito a fare i conti con una concretezza fatta di costi vivi, assi e polvere, relazioni e contatto. Lo spettacolo si propone come un laboratorio sociale instabile, attingendo anche al portato emotivo e biografico di una compagnia che incontra quotidianamente il disagio di cui tratta.

MALTE / COLLETTIVO ØNAR (Ancona)
MALTE (Musica Arte Letteratura Teatro Etc.) è un'associazione culturale fondata nel 2006 da Sonia Antinori, autrice, attrice e regista teatrale, ponendosi come obiettivo la sperimentazione di linguaggi espressivi molteplici e l’attenzione al transculturalismo. L'Associazione ha sviluppato attività laboratoriali per professionisti e non, percorsi di formazione per docenti e studenti, nonché iniziative d'educazione volontarie attraverso laboratori di arte e teatro sociale in differenti paesi e contesti, dai bambini di strada (Cile, Burkina Faso) alle ragazze madri (Kenya, Senegal). Con Collettivo ØNAR, gruppo informale nato nel 2015, formato da nove artisti provenienti da settori diversi, tutti nati all’inizio degli anni Novanta, crea e porta in scena nel 2019 lo spettacolo Teoria della Classe Disagiata.

 

UN PO' DI PIÙ

regia Zoé Bernabéu e Lorenzo Covello
con Zoé Bernabéu e Lorenzo Covello

Un po’ di più è una lotta costante contro la gravità, una ricerca continua sull’equilibrio e la contaminazione data dall’incontro con l’altro. I pezzi di una sedia disseminati sulla scena tracciano un percorso. Una danza che esplode in un minimo spazio vitale vaticina l’imminente cambiamento. Due personaggi si trovano così immersi in un viaggio alla scoperta di sé e dell’altro attraverso una quotidianità densa e straordinaria fatta dai loro corpi, dai loro gesti e parole. Parole che diventano carne, danza che diventa racconto. Al centro del palco, un tavolo in equilibrio su un solo asse. Il suo oscillare scandisce le loro incertezze e le loro fragilità. Diventa terreno delle loro battaglie e della ricerca di una continua rinascita, condotta con la veemenza del gioco e con la tenacia della preghiera. Invitandoci nella loro intimità, raccontano il saper riconoscersi, aspettarsi, allontanarsi e forse, ritrovarsi.

BERNABÉU / COVELLO (Palermo)
Lorenzo proviene dal circo e dal teatro, Zoé dalla danza contemporanea. Entrambi si ritrovano nell’importanza che danno ad una fisicità sempre al servizio di un’urgenza. Dal loro incontro nel 2016 è immediatamente nata la voglia di creare insieme. Questo ha dato vita alla ricerca di un linguaggio ibrido che possa aprire ad una piena contaminazione tra le discipline mettendo i loro mezzi di espressione individuali a disposizione di un proposito comune: la creazione di un altrove nel quale parola, danza, canto e gesto diano vita ad un spazio di condivisione e scambio con lo spettatore. Credono nella possibilità di un teatro e di una danza contemporanei che dialoghino con un pubblico eterogeneo e non solo di settore. La loro prima creazione, Un po' di più, ha ricevuto vari premi: Miglior spettacolo Direction Under30 2019; Premio Speciale OFF, Critica e Spirito Fringe Roma Fringe Festival 2019; Miglior spettacolo Minimo T. Festival 2017; Premio Giuria under25 Twain 2017; Menzione speciale Presente e Futuro 2017.

 

ANGST VOR DER ANGST

di e con Chiara Elisa Rossini
assistenza ed elaborazione video Aurora Kellermann
musiche originali Munsha

Angst Vor Der Angst nasce dalla necessità di guardare nell’ombra e nominare la paura. Come interagiscono la sfera individuale e quella collettiva? Che peso ha la paura della morte nelle nostre vite e nella nostra civiltà? Le fobie si impossessano di persone, città e persino intere nazioni quando queste perdono il contatto con il proprio materiale inconscio, quando ignorano i conflitti e gli emarginati. Il terrore minaccia oggi gli equilibri di un vivere sociale democratico, pacifico e antirazzista. Angst è una fiaba di formazione o di iniziazione, come "Storia di uno che se ne andò in cerca della paura" in cui il protagonista apprende la paura. Perché l'unico modo per non restare vittime delle fobie individuali e collettive è riconoscerle e fare amicizia con il mostro dai denti aguzzi, accogliere l'ombra. Il teatro ha sempre svolto il compito di tener aperto il dialogo tra l'ordinario e il mondo oscuro. Angst è un rito di trasformazione, un canto nel bosco, un richiamo per il branco.

WELCOME PROJECT – THE FOREIGNER’S THEATRE (Torino)
WELCOME PROJECT – THE FOREIGNER’S THEATRE nasce come gruppo informale a Berlino nel 2015 da un'idea di Chiara Elisa Rossini. Il nucleo artistico della compagnia è sempre stato, per scelta, interamente al femminile. Oggi la compagnia, pur mantenendo un forte legame con la città di Berlino, si sta radicando nel territorio torinese. La prima produzione di Welcome Project è stata Intime Fremde. Lo spettacolo ha debuttato nel novembre 2015 presso Acker Stadt Palast di Berlino. Intime Fremde è stato prodotto dal Teatro del Lemming in collaborazione con TATWERK | Performative Forschung. Nel 2017 vince il premio CrashTest ed è stato nominato tra i 10 migliori spettacoli dell'anno dalla rivista Krapp's Last Post. Angst vor der Angst è stato finalista al Premio Dante Cappelletti 2017 | tuttoteatro.com e ha poi debuttato a Opera Prima Festival nel settembre 2019 e a Berlino nel novembre dello stesso anno..